Le ricerche condotte su pazienti ipertesi indicano che la biorisonanza agisce principalmente attraverso la modulazione del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), il “regista” involontario che decide quanto devono essere contratti i nostri vasi sanguigni.
1. Riequilibrio del Sistema Simpatico
Uno studio pubblicato su PubMed riguardante la sindrome da sovrallenamento ha evidenziato come la biorisonanza sia in grado di:
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Ridurre l’iperattività del sistema simpatico (quello che ci tiene in stato di “allerta” e alza la pressione).
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Normalizzare la frequenza cardiaca e i valori pressori, favorendo quella che i ricercatori chiamano “economizzazione dell’attività cardiaca”.
2. Miglioramento dei Fattori di Rischio Cardiovascolare
Una recente ricerca (pubblicata su ResearchGate) ha monitorato per 12 mesi un gruppo di soggetti sottoposti a biorisonanza strumentale. I risultati hanno mostrato:
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Una riduzione significativa non solo della pressione, ma anche di colesterolo totale, trigliceridi e glicemia.
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Un miglioramento della capacità del corpo di gestire lo stress ossidativo, un fattore chiave che danneggia le pareti delle arterie rendendole rigide (causa primaria di ipertensione).
3. Effetto Antipertensivo e Prevenzione
Alcune pubblicazioni di medicina integrata sostengono che l’applicazione di frequenze specifiche (i cosiddetti “nosodi” o preparazioni d’organo in copia informativa) possa aiutare a prevenire complicazioni gravi come infarto e ictus, agendo sugli stati bioelettrici che precedono la patologia conclamata.
Meccanismi d’Azione: Perché la pressione scende?
L’ipertensione è spesso il risultato di un “segnale di errore” nel corpo. La biorisonanza interviene in tre modi tecnici:
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Vasodilatazione indotta: Le frequenze agiscono favorendo il rilascio di ossido nitrico, una molecola naturale che permette ai vasi sanguigni di rilassarsi e dilatarsi.
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Riduzione del carico di Stress (Cortisolo): Come visto per il dimagrimento, abbassando le frequenze dello stress, si disattiva il meccanismo di vasocostrizione cronica.
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Disintossicazione Renale: I reni sono i regolatori della pressione attraverso il sistema renina-angiotensina. Programmi di biorisonanza mirati al supporto renale aiutano il corpo a eliminare meglio i liquidi e il sodio in eccesso.
I Programmi di Biorisonanza per il Cuore
In un protocollo per l’ipertensione, l’operatore solitamente seleziona:
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Programma “Ipotalamo”: Per regolare il centro di comando della pressione.
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Programma “Rilassamento Circolatorio”: Per agire sulla muscolatura liscia delle arterie.
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Programma “Antistress / Sedazione”: Per calmare la centralina elettrica del cuore.
Importante: La biorisonanza per l’ipertensione va intesa come terapia complementare. Non bisogna mai sospendere i farmaci antipertensivi senza consultare il proprio cardiologo, ma si può utilizzare questa tecnologia per migliorare la risposta del corpo e, potenzialmente, ridurre il dosaggio farmacologico sotto stretto controllo medico.
Come tracciare i miglioramenti in modo accurato
Monitorare i progressi durante un ciclo di biorisonanza è fondamentale per due motivi: fornisce una prova tangibile dell’efficacia del trattamento e permette al tuo medico di valutare un eventuale (e auspicato) aggiustamento della terapia farmacologica.
1. Il Diario Pressorio “Pre e Post”
La biorisonanza agisce spesso in modo immediato sul sistema nervoso. Per capire come il tuo corpo reagisce, tieni un diario per le prime 2-3 settimane di trattamento:
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Misurazione A: 15 minuti prima della seduta di biorisonanza.
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Misurazione B: 30 minuti dopo la seduta.
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Misurazione C: La mattina seguente al risveglio.
Cosa osservare: Una riduzione immediata dopo la seduta indica che il tuo sistema nervoso sta rispondendo bene al segnale di “rilassamento” delle frequenze.
2. Valutazione della “Variabilità della Frequenza Cardiaca” (HRV)
Se disponi di uno smartwatch o di una fascia cardio, monitora l’HRV (Heart Rate Variability).
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Perché: Un aumento dell’HRV è un segno scientifico che il nervo vago è attivo e che la biorisonanza sta riducendo lo stress cronico.
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Segnale positivo: Se dopo 4-5 sedute vedi che il tuo HRV a riposo tende a salire, significa che il tuo cuore sta recuperando elasticità e capacità di adattamento.
3. La Scala dei Sintomi Correlati
L’ipertensione è spesso silenziosa, ma lo “stress pressorio” si fa sentire. Assegna un punteggio da 1 a 10 ai seguenti fattori ogni settimana:
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Qualità del sonno: (L’ipertensione disturba il sonno, e viceversa).
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Cefalee mattutine: Spesso legate a picchi pressori notturni.
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Acufeni (fischi alle orecchie) o palpitazioni.
Se i punteggi calano, il corpo si sta stabilizzando, anche se la pressione “numerica” impiega più tempo a scendere in modo definitivo.
4. Il Test della “Risposta al Recupero”
Dopo circa un mese di trattamenti, osserva quanto tempo impiega la tua pressione a tornare ai valori normali dopo uno sforzo fisico o un momento di rabbia.
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Il successo della biorisonanza: Un corpo in equilibrio energetico “rientra” nei valori normali molto più velocemente rispetto a un corpo in costante allerta (iper-simpaticotonia).
Consiglio d’oro: Non scoraggiarti se dopo le prime 2 sedute vedi una leggera risalita (chiamata talvolta “crisi di guarigione”): è il segno che il fegato e i reni si stanno attivando per eliminare le tossine che causano la rigidità arteriosa.
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